“Lucania”

Lucania…
È la compagna che ti toglie il sonno.
È il bicchiere di vino che ti regge il passo, quello più corposo, che sa essere un pasto, è vinum merum: vino puro, u’ “mjer”.
È l’amica che ti tende la sua mano destra.
È il suolo che calpestiamo. 
È il rivolo d’acqua tra le rocce quando hai sete. È la luce che non troverai altrove. È la meraviglia dell’esploratore.
È una lente che ti rende più sopportabile ogni abbacinamento delle 12. È il vento fresco sotto un sole tiepido.
A suo modo, è fortunata…
Scarsamente popolata, è divisa in più di cento borghi, quasi tutti sospesi su rilievi a dominare e presidiare le valli.
Risuona di più di cento dialetti, e i cinghiali sono più dei lucani.
Ha la fortuna, per chi sa coglierla, di aver visto Cristo e la civiltà, fermarsi a Eboli…
Un po’ all’antica: così è, se vi piace.
Quando vuole è felicemente isolata, sembra odiare se stessa, ma in fondo in fondo soffre di narcisismo.
È un po’ autolesionista, ma ha orgoglio da vendere! O da svendere?!
È la ricchezza dell’Eni. È il tumore che ci regala. È le royalties che “ottiene” in cambio.
In ogni caso è la somma di tante scommesse che si rinnovano ogni giorno.
È uno sforzo che si risolve in un lamento. È un ventre di emozioni sopite, inespresse, come un timido che vuole fare amicizia.
È l’insieme di una generazione di folli che non emigra e prova ad intraprendere azioni sostenibili.
È una distesa di buone intenzioni miste a bestiame e pascolo, a campi e boschi, a valli e altipiani.

Michelangelo Sabatiello

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