Appennino Lucano: piccola bussola delle vette

Tremenda passione, indole audace e costanza nelle escursioni: ecco gli elementi che sorreggono la mia incessante scoperta dell’Appennino Lucano.

Ho solcato vette ed esplorato gole, girato in lungo e largo per boschi e altopiani, setacciando anche i territori più impervi, sconfinando talvolta fuori regione. O meglio, fuori dai limiti amministrativi regionali.

L’Appennino Lucano è altro, incontenibile e incircoscrivibile nella sola Basilicata, tanto da strabordare in Campania e Calabria.

Da Sella di Conza, in Campania, si apre ad arco fino al passo dello Scalone, in Calabria. Ad accarezzarne i confini sono dei fiumi: l’Ofanto a nord, il Sele a ovest e il Bradano a est. A fargli da culla sono il Tirreno e lo Ionio.

Offre il benvenuto ai viandanti che scendono da nord un vasto comprensorio, da cui spiccano le cime del Monte Pennone (1508 m), del Paratiello (1445 m), del S. Croce (1407 m). Poi il maestoso Vulture (1326 m), vulcano spento che favorisce naturale fertilità al territorio circostante, e l’incanto dei laghi di Monticchio, che ormai dimorano nel suo cratere.

Ad ovest invece, si innalzano imponenti rocce calcaree: il massiccio degli Alburni con il Monte Panormo (1742 m) e il vicino Cervati (1899 m), i rilievi più alti della Campania siti nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il Golfo di Policastro e i rilievi minori del Monte Bulgheria (1225 m) e Monte Coccovello (1505 m) segnano la parte più occidentale dell’Appennino Lucano.

Tra i borghi più belli d’Italia, Castelmezzano e Pietrapertosa nascondono qualcosa di veramente suggestivo. Sono il tocco magico delle Piccole Dolomiti Lucane, nella parte est dell’Appennino. Rocce arenarie a guglie arrotondate fanno da scudo ai due paeselli arroccati a circa 1000 m s.l.m.

Scheletro dell’Appennino sono i Monti della Maddalena, che si estendono fino alla Val d’Agri. Qui le altitudini pian piano crescono. Procedendo verso sud si incontrano il Monte Pierfaone (1740 m), il Volturino (1836 m), il monte di Viggiano (1725 m). Ai confini con la Val d’Agri, ci sono il Raparo (1764 m) e il massiccio del Sirino (monte del Papa 2005 m).

Ripide e solitarie, le due vette gemelle del massiccio del Monte Alpi (1900 m) aprono le porte al Parco Nazionale del Pollino, cuore dell’Appennino Meridionale. Tra Serra del Prete (2181 m), Monte Pollino (2248 m), Serra Dolcedorme (2267 m), Serra delle Ciavole (2127 m) e Serra di Crispo (2054 m), la Basilicata incontra la Calabria.

Chiudono la bussola a sud i monti dell’Orsomarso. La corte della Montea (1826 m), con le sue pareti rocciose simili alle Dolomiti, è tra le ultime ramificazioni montuose rilevanti immerse nel verde mediterraneo che avvia la catena costiera.

Con questa bussola disegnata in testa, mi incammino fuorisentiero, senza mai stancarmi.

 

Roberto Colangelo

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